Le leve emotive:come portare le persone a credere e fare quello che vuoi

Aggiornato il: 9 dic 2019

L’essere umano è per natura portato a confrontarsi con necessità e bisogni che difficilmente può soddisfare da sé.


L’incompletezza e l’instabilità che caratterizzano la personalità di ogni individuo (in forme e in gradi differenti) è il primo passo da cui è possibile partire per rispondere alla seguente domanda: esiste un metodo per far breccia nel cuore delle persone, così da ottenere risultati concreti nel raggiungimento dei nostri scopi?


In altre parole, si possono impiegare delle leve emotive al fine di portare una persona a fare e a dire una data cosa, condizionandone in parte il giudizio?


La risposta è certamente sì!


Il marketing lo sa bene, e ha dato vita a un settore altamente specifico e in costante crescita (il marketing emozionale) che si serve di alcune tecniche che giocano un ruolo centrale nel processo decisionale degli individui.


In questo articolo, abbiamo deciso di aprire una breve panoramica illustrativa in merito agli stati affettivi che hanno maggior impatto sulla scelta delle persone, così da comprendere in che modo è possibile sfruttarli a proprio vantaggio nelle situazioni della vita quotidiana: ecco cosa sapere.


Psicologia e stati affettivi: quali sono gli inneschi emozionali più comuni?


L’essere umano è per natura portato a reagire alle scariche affettive che condizionano il suo approccio con la realtà.


La ricerca psicologica lo sa bene, e ha da sempre condotto studi altamente specifici pensati per approfondire il modo condizionato con il quale una persona si interfaccia alla situazione che vive nella sua contemporaneità.


Il neuroscienziato Antonio Damasio, ad esempio, è il più illustre portavoce di una visione della mente che si sviluppa a partire dal ruolo centrale che le emozioni giocano nel comportamento di ogni individuo.


Ma quali sono gli inneschi più comuni, e come possono essere impiegati a proprio vantaggio?


La paura è forse la scarica affettiva più forte e improvvisa, capace di cancellare tutte le altre sensazioni e creare una dimensione di fuga dalla realtà.


Quante volte capita di rimanere paralizzati di fronte a una situazione imprevista, che ingenera un sentimento di precarietà e rischio?


Ebbene, saper sfruttare questo aspetto a proprio vantaggio significa sviluppare soluzioni ad hoc che possano garantire al proprio interlocutore la promessa che l’oggetto venduto o il servizio proposto sarà utile per evitare la condizione che viene fortemente temuta.


Conoscere le paure più comuni, in questo caso, può essere un buon punto di partenza da cui condizionare la scelta e le decisioni che le persone sono portate a prendere per natura.


Come giocare una carta a tuo vantaggio e ottenere la fiducia dei tuoi interlocutori?


Attraverso un servizio e/o prodotto pensato in maniera altamente specifica per garantire sicurezza e stabilità!


Senso di appartenenza e senso di colpa: le debolezze più comuni


E cosa dire del senso di appartenenza che muove l’essere umano nelle situazioni sociali?


Ogni individuo ha bisogno di sentirsi parte di un gruppo, affettivo, familiare, lavorativo, educativo ecc…in cui poter percepire sé stesso come tassello di un puzzle più grande.


Dare al proprio interlocutore l’idea che sia speciale, unico e indispensabile significa trasmettere il valore del ruolo che la persona in questione riveste per la comunità. Un esempio concreto?


Basti pensare alle community presenti nei social network; il contatto con utenti appartenenti alla stessa cerchia di interessi è il segreto che permette a Facebook e Instagram di soddisfare miliardi di persone quotidianamente, facendo leva sulla debolezza più comune dell'essere umano.


In secondo luogo, il senso di colpa: una sensazione primordiale percepita in maniera frequente in una ricca gamma di situazioni.


Come sfruttare a proprio vantaggio uno status soggettivo tanto comune? Il segreto sta nel soddisfare con una gratificazione immediata le aspettative e i tormenti del proprio interlocutore.


Basti pensare all’impiego che i marketer fanno di questa emozione: creare programmi fedeltà con vantaggi esclusivi, proporre offerte che scadranno presto per spingere all'acquisto immediato, oppure far leva sulla compassione, sull’altruismo e sulla semplicità di un gesto che, per quanto piccolo per la singola persona, può far del bene alla comunità.


Trasmettere valore al tuo interlocutore significa placare il suo senso di colpa, rincuorandolo e spingendolo a fare o dire proprio quello che tu ti aspetti da lui.


Competizione e valore: come far breccia nel cuore delle persone?


L’essere umano è per natura precario; la sua instabilità lo porta spesso a reagire in maniera negativa al fine di raggiungere un obiettivo o superare le vittorie sociali e affettive degli altri.


Condizionare un processo decisionale, dunque, significa trasmettere l’illusione che la propria proposta sia la strada più semplice con cui scalare i gradini che portano al successo, alla ricchezza e al benessere.


Le grandi illusioni del nostro tempo sono un ottimo punto di partenza, sfruttato anche dal marketing emozionale, con cui spingere una persona all’acquisto di un prodotto che garantirà immediatamente il raggiungimento di un dato status sociale.


Fare leva sul senso di competizione significa sottolineare quanta invidia il soggetto sarà in grado di suscitare nel prossimo!


In altre parole, la regola aurea è solo una: creare valore che sia immediatamente percepibile dal tuo interlocutore.


Dare l'illusione di poter ottenere tanto e in poco tempo, è il primo step con cui far leva sulle debolezze umane, condizionando il comportamento altrui per il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

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